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Newsletter periodica di Confservizi |

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numero
21/2008
11 dicembre 2008
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A cura dell'Ufficio Comunicazione Confservizi
Periodico telematico “Via Cavour”
newsletter quattordicinale a carattere informativo.
Registrato al Tribunale Civile di Roma. Sezione per la Stampa e
l’Informazione
n. 388/2005 del 7 ottobre |
Redazione
tel. 06.47865 220
fax 06.47865 225 viacavour@confservizi.net
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Un augurio al futuro
di Raffaele Morese
Buon Natale e Buon Anno. Con questo numero “Via Cavour” chiude il 2008. Nessuno di noi avrebbe scommesso un centesimo se l’anno passato, di questi tempi, gli avesse detto che quello in corso si sarebbe concluso in profondo rosso. E’ avvenuto tutto, quasi improvvisamente. Certo, le avvisaglie c’erano, anche qualche allarme e significative consapevolezze. Ma che l’effetto domino fosse così pesante, anche il più pessimista non lo aveva previsto. Vorremmo essere ottimisti ma non ce la facciamo; ci limitiamo ad essere realisti. Vale la pena di guardare in faccia la crisi perché le sofferenze e i sacrifici che occorrerà compiere, non siano ...
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Decreto anticrisi
Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa
Questo il titolo del Decreto Legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 29 novembre scorso. Meglio conosciuto come “decreto anticrisi”, il provvedimento, studiato al fine di fronteggiare l'eccezionale congiuntura negativa internazionale, reca al suo interno norme dal contenuto eterogeneo (36 articoli in tutto) tra cui spiccano misure destinate, potenzialmente, a produrre effetti sul comparto delle public utilities.
Tralasciamo in questa sede l’analisi della disposizione di cui all’art. 3 - al centro di accese polemiche nei giorni scorsi - sul c.d. blocco delle tariffe, che non sembrerebbe riguardare - stante la formulazione...
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Calendario Camera e Senato
Legge Finanziaria
L'Aula del Senato è impegnata nell'esame dei disegni di legge Finanziaria e Bilancio. Come prevede il calendario dei lavori, le votazioni degli emendamenti alla Finanziaria si concluderanno - insieme al voto finale - entro la seduta pomeridiana di giovedì 11 dicembre, per la quale non è previsto orario di chiusura. La votazione della Nota di variazioni al Bilancio, le dichiarazioni di voto finali e il voto finale sul disegno di legge di Bilancio avranno luogo nella seduta...
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I dirigenti verso il rinnovo
Il contratto collettivo dei dirigenti firmato da Confservizi e Federmanager il 21.12.2004 scadrà il prossimo 31 dicembre, ragion per cui il sindacato...
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15 dicembre 2008
Seminario
Il valore del mercato dei servizi pubblici
Confservizi Lombardia, Confservizi e Censis
Milano (sede Unicredit) |
17 dicembre 2008
Assemblea Generale
XLVIII Assemblea Generale Ordinaria
Federambiente
Roma (Hotel de Russie) |
17 dicembre 2008
Assemblea
Assemblea Generale Ordinaria
FederUtility
Roma (sala convegni GSE spa) |
17 dicembre 2008
Assemblea
Assemblea Ordinaria e Straordinaria
Federcasa
Roma (c/o Nuova Domus Betlem) |
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Le ragioni della crisi mondiale
Ci voleva proprio questo agile libretto di Giulio Sapelli, storico dell’economia e uomo d’azienda, per fare un quadro d’insieme della grande crisi...
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Un augurio al futuro
Buon Natale e Buon Anno. Con questo numero “Via Cavour” chiude il 2008. Nessuno di noi avrebbe scommesso un centesimo se l’anno passato, di questi tempi, gli avesse detto che quello in corso si sarebbe concluso in profondo rosso. E’ avvenuto tutto, quasi improvvisamente. Certo, le avvisaglie c’erano, anche qualche allarme e significative consapevolezze. Ma che l’effetto domino fosse così pesante, anche il più pessimista non lo aveva previsto. Vorremmo essere ottimisti ma non ce la facciamo; ci limitiamo ad essere realisti. Vale la pena di guardare in faccia la crisi perché le sofferenze e i sacrifici che occorrerà compiere, non siano fini a sé stessi. Realismo significa combattere la paura di non farcela. Come singolo, come impresa, come sistema produttivo. Bisogna darsi da fare. Sarebbe sbagliato farsi paralizzare dall’incertezza. Le vie d’uscita, se si cercano, si trovano. Anche se non sarà più come prima. Anche se il dopo acquista un senso nuovo. Nell’immediato, non c’è alternativa al sostegno dei redditi di chi rischia di perdere il lavoro o lo ha già perso, come non c’è alternativa al sostegno dei consumi. Si può discutere se quello deciso dal Governo, se quello che stanno facendo le aziende siano il massimo che si potesse fare. La direzione di marcia è obbligata ed è stata imboccata. In questo contesto, però, gli appelli a consumare e a spendere sono pannicelli caldi. L’emersione della sobrietà e il declino del consumismo non sono da catalogare tra le cattive tendenze. Se, per esempio, come sembra dai primi dati, si consuma più acqua dal rubinetto che bottiglie di minerale è una notizia che va considerata, sotto tutti gli aspetti, come positiva. Ma le scelte emergenziali non allontanano la paura. Sono le scelte strategiche, quelle che guardano al futuro, che indicano una prospettiva, che possono smontare le angosce dei singoli, i ripiegamenti delle aziende, la discesa degli indici produttivi del sistema economico. Obama ha anticipato un programma di investimenti formidabile con un timbro ambientalista, tecnologico e sociale senza precedenti. Non si consulta con gli gnomi di Wall Street, ma con Al Gore. Affianca alle misure per salvare l’industria dell’auto, un messaggio che segna il futuro. E gli statunitensi restano pieni di guai ma tirano un sospiro di sollievo. A noi, europei e italiani, manca proprio questo. Disponiamo di un discorso al presente, corposo o no che sia, ma non di un discorso rivolto al domani. La paura si combatte usando scelte coraggiose e noi siamo alle prese con la riduzione degli incentivi alle ristrutturazioni ecologicamente orientate. La paura si combatte con opzioni di alta tecnologia. E noi ci dobbiamo accontentare di un’università indiscriminatamente ridotta a tirare la cinghia. La paura si combatte con un in più di welfare e noi assistiamo, nello stesso tempo, alle file per ritirare la social card e all’annuncio dei Comuni di tagli alle spese sociali per la contrazioni dei trasferimenti da parte dello Stato. Buon Natale e Buon Anno. Che entrambi ci consegnino uno scatto d’orgoglio della nostra classe dirigente. Non c’è bisogno di leadership del giorno per giorno, semmai guidate dai sondaggi, ma di carismi di prospettiva. Non c’è la necessità di strateghi che si creano la nicchia dove rifugiarsi nella crisi, ma di punti di riferimento che la trasformino in opportunità. E’ il realismo che produce ottimismo. Non il contrario. Questo Paese non deve vivere un reality, ma la sua vicenda concreta e trovare in essa le ragioni della speranza.
Raffaele Morese
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Decreto anticrisi
Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa
Questo il titolo del Decreto Legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 29 novembre scorso. Meglio conosciuto come “decreto anticrisi”, il provvedimento, studiato al fine di fronteggiare l'eccezionale congiuntura negativa internazionale, reca al suo interno norme dal contenuto eterogeneo (36 articoli in tutto) tra cui spiccano misure destinate, potenzialmente, a produrre effetti sul comparto delle public utilities.
Tralasciamo in questa sede l’analisi della disposizione di cui all’art. 3 - al centro di accese polemiche nei giorni scorsi - sul c.d. blocco delle tariffe, che non sembrerebbe riguardare - stante la formulazione attuale e anche a seguito di quanto precisato dalla nota del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 2 dicembre - le aziende di servizio pubblico e che probabilmente sarà oggetto di modifiche in fase di conversione in considerazione dei dubbi interpretatavi suscitati dal testo.
Un breve cenno merita invece quello che può essere definito - almeno per ora - come l’ultimo atto della complessa vicenda riferita al recupero degli aiuti di stato concessi nel periodo compreso tra il 1993 ed il 1999 in favore delle ex-municipalizzate. Ripercorrendone brevemente le tappe, con la decisione 2003/193/CE, emanata il 5 giugno 2002, la Commissione europea ha riconosciuto come aiuto di stato - ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del Trattato CE - l’esenzione triennale dall’imposta sul reddito (ex IRPEG, ora IRES) concessa a favore di società per azioni a partecipazione totale o maggioritaria degli enti locali (c.d. ex municipalizzate) nonché la possibilità per queste di stipulare prestiti a tassi agevolati con la Cassa depositi e prestiti, obbligando pertanto l’Italia al recupero delle somme indebitamente erogate.
Il primo tentativo di recupero risale alla legge comunitaria 2004, intervento che tuttavia non è servito ad evitare la condanna per inadempimento della Corte di giustizia delle Comunità europee (sentenza 1° giugno 2006 nella causa C-207/2005).
Il Governo italiano non ha tuttavia tempestivamente provveduto, a parere della Commissione, a dare esecuzione alla pronuncia della Corte, con conseguente avvio della procedura d’infrazione n. 2006/2456, promossa ai sensi dell’articolo 228 del Trattato CE.
A seguito di ciò, con l’articolo 1 del D.L. 10/2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 46/2007, è stata ridefinita la procedura per il recupero degli aiuti illegittimi censurati, limitatamente a quelli consistenti nell’esenzione dalle imposte sul reddito. La norma ha attribuito all’Agenzia delle Entrate il compito di recuperare gli aiuti, nonché i relativi interessi, in relazione a ciascun periodo di imposta nel quale l’aiuto è stato fruito, demandando, inoltre, all’Agenzia la liquidazione degli importi (imposte e relativi interessi) da restituire all’Amministrazione finanziaria ed il recupero degli aiuti nella misura della loro effettiva fruizione, mediante apposita comunicazione recante l’ingiunzione di pagamento delle somme dovute in relazione a ciascuna annualità interessata dal regime agevolativo. Nonostante tale attività legislativa, lo scorso 31 gennaio la Commissione Europea ha inviato all’Italia un parere motivato - seconda fase della procedura di infrazione n. n. 2006/2456 - intimandole di eseguire la sentenza della Corte di Giustizia.
In questo complicato quadro nazionale e comunitario si inserisce l’articolo 24 del decreto anticrisi che, per dare maggiore efficacia all’azione, modifica, limitatamente agli aiuti consistenti nell’esenzione dall’imposta sul reddito, le procedure per il recupero delle agevolazioni illegittime consentendo all’Agenzia delle entrate di esercitare poteri di accertamento analoghi a quelli che le sono riconosciuti in materia tributaria.
Allo stato attuale appare prematuro ogni commento in merito alla norma, e ciò almeno per due ordini di motivi. In primo luogo, si parla di un provvedimento che non ha ancora concluso l’iter Parlamentare prescritto dalla Costituzione per la conversione in legge.
Non bisogna dimenticare poi che Confservizi, unitamente ad alcune aziende associate, ha presentato un ricorso avverso la decisione 2003/193/CE alla Corte Europea (Tribunale di Primo Grado, settembre 2002) che risulta ancora pendente. La sentenza, attesa per febbraio 2009, oltre che essere molto utile a comprendere l’effettiva portata dell’obbligo imposto a livello sovranazionale, potrebbe riservare sorprese.
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I dirigenti verso il rinnovo
Il contratto collettivo dei dirigenti firmato da Confservizi e Federmanager il 21.12.2004 scadrà il prossimo 31 dicembre, ragion per cui il sindacato ha inviato in questi giorni la sua piattaforma per il rinnovo.
Nel documento si afferma come il modello contrattuale introdotto nel 2004, composto da trattamento minimo complessivo di garanzia e retribuzione variabile incentivante, non ha incontrato l’esito sperato. “Occorre rafforzare la disciplina contrattuale con quelle necessarie integrazioni in grado di trasformare gli impegni assunti dalle parti, in precetti nei confronti di aziende e dirigenti”; “Si tratta di sancire il diritto alla contrattazione individuale con l’azienda”: questo in sintesi la richiesta economica di Federmanager a Confservizi, oltre naturalmente all’incremento dei livelli di TMCG “coerentemente con quel recupero e quella valorizzazione del ruolo manageriale che le parti intendono conseguire” e alla richiesta di aumento dell’indennità di trasferta.
Sulla parte normativa, Federmanager chiede di ampliare e rafforzare le tutele per le responsabilità connesse alla prestazione del dirigente, di attivare modelli organizzativi per i profili di responsabilità previsti dal D.Lgs. n. 231/2001, di costituire un gruppo di lavoro paritetico che esamini il tema della responsabilità sociale di impresa e i riflessi sulla disciplina del rapporto di lavoro. Anche in materia di risoluzione del rapporto di lavoro, il sindacato dei dirigenti chiede che venga rafforzata l’effettività del collegio arbitrale come strumento di prevenzione delle controversie di lavoro.
Il rinnovo contrattuale è l’occasione per Federmanager anche per rivedere una serie di altri strumenti, come il Fondo di sostegno al reddito, mai istituito nei servizi pubblici locali (al contrario di quanto avviene per le aziende di Confindustria), la previdenza complementare e l’assistenza sanitaria integrativa, da rafforzare e rendere più funzionali.
Infine, a differenza di quanto avvenuto nel 2004 quando si decise per una durata quinquennale del contratto, oggi la richiesta è quella di portare la durata della vigenza contrattuale a tre anni.
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Calendario Camera e Senato
Legge Finanziaria
L'Aula del Senato è impegnata nell'esame dei disegni di legge Finanziaria e Bilancio. Come prevede il calendario dei lavori, le votazioni degli emendamenti alla Finanziaria si concluderanno - insieme al voto finale - entro la seduta pomeridiana di giovedì 11 dicembre, per la quale non è previsto orario di chiusura. La votazione della Nota di variazioni al Bilancio, le dichiarazioni di voto finali e il voto finale sul disegno di legge di Bilancio avranno luogo nella seduta antimeridiana di venerdì 12.
Esame del decreto sull’emergenza rifiuti in Campania
E’ ripreso in Aula della Camera, l’esame del disegno di legge (C1875 A) di conversione del decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania nonché misure urgenti di tutela ambientale . Misure anticrisi: avviato l’esame alla Camera
Le Commissioni riunite V Bilancio e VI Finanze, della Camera, hanno avviato l'esame, in sede referente, del disegno di legge di conversione del decreto-legge 185 del 2008, Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale (C1972).
Azione risarcitoria collettiva: prosegue l'esame
La Commissione Giustizia della Camera, in sede referente, ha proseguito l'esame delle proposte di legge in materia di azione risarcitoria collettiva (C410 Contento e abb).
Commissione d’inchiesta su ciclo dei rifiuti
In sede legislativa, ha approvato il testo unificato recante Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (C152 T. Foti e abb); il provvedimento ora passa all'esame del Senato.
Discussione generale del decreto sul sostegno ad alcuni settori produttivi
L’Assemblea della Camera, prosegue la discussione generale del disegno di legge (C1936), già approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 23 ottobre 2008, n. 162, recante interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, di sostegno ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca professionale, nonché di finanziamento delle opere per il G8 e definizione degli adempimenti tributari per le regioni Marche ed Umbria, colpite dagli eventi sismici del 1997.
Approvato il decreto per contenere del disagio abitativo
La Camera ha approvato il disegno di legge (C1813 A) di conversione del decreto-legge 20 ottobre 2008, n. 158, recante misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.
Crisi finanziaria: si conclude indagine
La Commissione Finanze del Senato ha esaminato il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla crisi finanziaria internazionale e sui suoi effetti sull'economia italiana.
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Consultazione sul Green paper “Toward a secure, sustainable and competitive european energy network”
La Commissione europea ha lanciato in novembre una consultazione sul Libro verde intitolato “Toward a secure, sustainable and competitive european energy network” (COM(2008) 782 final), documento che definisce sei iniziative strategiche ritenute determinanti per la sicurezza energetica dell'UE (un piano d'interconnessione del Baltico, un anello mediterraneo dell'energia, adeguate interconnessioni sull'asse nord-sud per la trasmissione di gas ed elettricità nell'Europa centrale e sudorientale, una rete offshore nel Mare del Nord, un corridoio meridionale per il trasporto del gas e forniture efficaci di gas naturale liquefatto per l'Europa).
Concepita al fine di stimolare il dibattito sulle problematiche collegate alla crescita ed allo sviluppo a livello europeo di reti energetiche sicure e sostenibili, la consultazione - rivolta sia ai semplici cittadini che agli enti e le organizzazioni interessate - rimarrà aperta fino al 31 aprile 2009 e prevede una serie di domande, nello specifico undici, riguardanti le possibili misure da implementare al fine di incentivare gli investimenti in reti più efficienti e sviluppare progetti per sostituire infrastrutture obsolete e per passare ad un'energia a basse emissioni di carbonio e basata su fonti rinnovabili.
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Roberto Grossi nuovo Presidente di Federculture
Roma, 10 dicembre. Roberto Grossi nuovo Presidente di Federculture. Gli Associati hanno designato Roberto Grossi nuovo presidente dell’associazione nazionale che riunisce circa 200 realtà tra Regioni, Province, Comuni e soggetti, pubblici e privati, che operano nella gestione e nella valorizzazione dei servizi culturali, turistici, sportivi e del tempo libero. Grossi subentra a Giorgio van Straten, “Managerialità, efficienza, competenza non sono in contrasto con la peculiare valenza sociale e civile delle attività nel campo dell’arte e della cultura - ha dichiarato Roberto Grossi appena eletto presidente -. Lo dimostra l’esperienza delle centinaia di aziende e Fondazioni che in questi anni hanno animato la vita di teatri, musei, auditorium, con importanti risultati economici e di gradimento del pubblico, ormai davanti agli occhi di tutti. L’impegno di Federculture sarà quello di incoraggiare una gestione sempre più efficiente dei beni e dei servizi culturali nel nostro Paese. In una logica di sviluppo territoriale e di integrazione tra il settore pubblico e il mondo delle imprese e degli operatori privati. Occorrerà, però, che anche Parlamento e Governo definiscano un disegno strategico di sviluppo, nel quale il settore della cultura, del turismo e del tempo libero possano ritornare ad avere quel ruolo centrale che, nelle varie fasi della nostra storia, hanno fatto grande il nostro Paese. Con questo spirito porterò avanti il mandato che aziende ed enti associati mi hanno voluto affidare, convinto che non esista una ricetta per uscire dalla crisi, se non la convergenza delle energie creative, della professionalità e dell’impegno di tutti quanti hanno a cuore non solo la soluzione all’emergenza, ma uno sviluppo di civiltà e di benessere, che guardi al futuro”.
Modalità di affidamento dei servizi pubblici e gestione finanziaria degli enti locali e delle loro partecipate
Lo scorso 3 dicembre si è tenuto a Napoli,presso la Mostra d’Oltremare, un convegno promosso da Unicredit Corporate Banking con il patrocinio di Confservizi e della Lega delle Autonomie locali sul tema: “Modalità di affidamento dei servizi pubblici e gestione finanziaria degli enti locali e delle loro partecipate”. I lavori sono stati aperti da Raffaele Cercola (Presidente della Mostra d’Oltremare) e coordinati da Norberto Cursi (Responsabile del Settore Pubblico di Unicredit Corporate Banking). Sono intervenuti Achille Coppola (Presidente Ordine Dottori Commercialisti di Napoli) Alfredo Mazzei (Presidente di Confservizi Campania) e Lorenzo Del Cimmuto (Direttore Legautonomie). A seguire sono stati sviluppati i due argomenti oggetto del convegno. Per quanto riguarda la “Gestione finanziaria degli enti locali alla luce del patto di stabilità” i Professori Fabrizio Pezzani e Fabio Amatucci dell’Università Bocconi di Milano hanno illustrato i principali contenuti della ricerca in materia commissionata da Unicredit e discussa da Ebron D’Aristotile (Dirigente del Settore Eonomico e Finanziario della Provincia di Pescara). Circa il tema relativo alle “Prospettive economiche ed istituzionali dei servizi pubblici alla luce del 23 bis” il quadro economico-normativo in essere alla luce della sua evoluzione è stato illustrato nella relazione di Bruno Spadoni (Responsabile Ufficio Studi Economici Confservizi) e discusso con le relazioni di Francesco Capalbo (Professore associato di Ragioneria Generale ed Applicata della Seconda Università di Napoli) e di Paolo Ricci (Professore Ordinario di Economia Aziendale e di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università degli Studi del Sannio) I lavori sono stati conclusi da Norberto Cursi (Unicredit Corporate Banking).
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Le ragioni della crisi mondiale
Ci voleva proprio questo agile libretto di Giulio Sapelli, storico dell’economia e uomo d’azienda, per fare un quadro d’insieme della grande crisi economica che stiamo vivendo. Davvero una buona lettura (come dicevano una volta). Così il volume, pubblicato per i tipi della Bollati Boringhieri, La crisi economica mondiale. Dieci considerazioni, ci offre un’analisi chiara di quello che sta succedendo. Dieci considerazioni, punti fermi, per rendere l’analisi e le proposte fuori dalla demagogia. Quali sono le ragioni della crisi? E’ iniziata dall’industria o dalla finanza? Quanto hanno influito i comportamenti irresponsabili della “casta” dei super manager? Si sta ritornando al “capitalismo di stato”? Verso quale regolazione del mercato? Nel rispondere a questi, e ad altri interrogativi, Sapelli non fa sconti, non cede ai populismi protezionistici, propone, provocatoriamente, con serietà, una nuova etica della competizione. Insomma un libro contro alcuni luoghi comuni. Si parte dalla considerazione che la globalizzazione, tra i suoi effetti, ha provocato una “abissale distanza tra risparmio e investimento. (…) Del resto - prosegue Sapelli - uno dei problemi storici della crescita economica mondiale è sempre stato quello del rapporto tra rendita e profitto. Oggi la differenza sfuma, (…) oggi si parla solo di ‘valore’. Produrre valore, ossia utile, utile d’impresa, di qualunque impresa si tratti, è l’unico scopo. Ma c’è valore e valore, l’utile può essere generato diverse attività d’intrapresa. E la differenza essenziale è tra profitto e rendita.”. Per l’autore, quindi, la dialettica tra rendita e profitto deve tornare ad essere centrale nell’ambito dell’economia. Quando prevale la rendita la società si ammala. Perché la rendita favorisce posizionamenti statici nell’ambito dello scenario sociale, con scambi poco trasparenti tra pubblico e privato (e gli esempi in Italia sono diversi). Quindi, per Sapelli, occorre ripristinare una sana etica della competizione cui snodo è un “mercato ben temperato, noella chiara luminosità delle regole”. Ed è stata proprio questa lontananza dalla “chiara luminosità delle regole” a produrre fenomeni di corruzione nel mercato, “la corruzione - scrive Sapelli - è una variante del generale modello di allocazione in base alle preferenze personali ed è diffusissima in tutto il mondo, e ovunque in conflitto con le regole del mercato”. Così oggi sono i manager e ad essere sotto accusa. Infatti un capitolo del libro è dedicato proprio al “colpo di Stato mondiale dei manager stockopzionisti”. Proprio quel comportamento deleterio messo in atto da banchieri irresponsabili che, per far crescrere le proprie stock options (ovvero quella quota elevatissime della retribuzione collegate al valore delle azioni, manovrando enormi capitali hanno provocato irrazionali rialzi borsicistici e vendendo gli stessi debiti attraverso veicoli finanziari privi di trasparenza. Per questo torna, prepotentemente, in scena l’esigenza di una governance del mercato. Dunque occorre sollecitare politiche pubbliche che mirino all’inveramento del volto processo storico, anziché di quello perverso, ossia che vedano lo Stato agire in tutta trasparenza e senza intrusività discorsive (ovvero l’atteggiamento “neoprtrimonialistico”). Dunque “si tratta di riprendere una logica della presenza in funzione antioligopolistica e liberatrice dei mercati, piuttosto che di chiusura e di vilupppo nei conflitti di interessi”. Una prospettiva, questa, già presente nelle culture riformiste italiane.
Giulio Sapelli, La crisi economica mondiale. Dieci considerazioni. Ed. Bollati Boringhieri, Torino 2008, pagg. 70. € 7,00.
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