Newsletter periodica di Confservizi

 

numero

14/2008

31 luglio 2008

A cura dell'Ufficio Comunicazione Confservizi

Periodico telematico “Via Cavour” newsletter quattordicinale a carattere informativo.
Registrato al Tribunale Civile di Roma. Sezione per la Stampa e l’Informazione n. 388/2005 del 7 ottobre

Redazione
tel. 06.47865 220
fax 06.47865 225 viacavour@confservizi.net

Servizi pubblici locali: una riforma che non convince

di Raffaele Morese

Con il decreto economico, giunge in porto anche una riforma dei servizi pubblici locali pasticciata e parziale.
I pasticci sono tutti nell’incoerenza di molte norme rispetto alle regole europee, che pure vengono evocate come punto di riferimento.
C’è una sorta di voglia di forzare tali regole che impedisce una visione equilibrata.
Infatti, a fronte del riconoscimento che l’aggiudicazione per gara di un servizio può valere sia per una qualsiasi azienda che risulta vincente, sia per una società mista il cui socio è selezionato attraverso un procedimento competitivo, sull’in house si prevede una griglia di giustificazioni e un arbitro,... continua »


 

L’impegno internazionale di Confservizi


Il fenomeno planetario di continua urbanizzazione delle popolazioni (maggio 2007: oltre il 50% della popolazione mondiale vive nelle città) e la continua espansione degli investimenti che in ogni parte del mondo si realizzano per migliorare efficienza ed eco-sostenibilità dei servizi pubblici locali ha determinato un notevole incremento delle opportunità sul mercato internazionale dei servizi urbani.

A fronte di tale realtà, il tasso di internazionalizzazione delle local utilities italiane è attualmente molto limitato rispetto sia al potenziale, sia a quanto concretizzano i maggiori compertitors europei.
Tutte le grandi utilities continentali realizzano una ... continua »

Calendario Camera e Senato


La camera, dopo le modifiche del senato, si accinge a licenziare
definitivamente la conversione del decreto legge n. 112/2008 relativo
alla manovra economica e che comprende la riforma dei servizi pubblici
locali.

La commissione VIII della camera prosegue l'esame del ddl relativo al
governo del territorio

L'assemblea del Senato,...  continua »

Servizi pubblici: al via la revisione del modello contrattuale

Si è aperto nel mese di luglio a Roma il tavolo di confronto tra Confservizi e Cgil, Cisl, Uil per la revisione del modello contrattuale nei ...

Distribuzione gas: arriva la tanto attesa pronuncia della la Corte di Giustizia UE

Lo scorso 17 luglio, la Corte di Giustizia UE si è definitivamente pronunciata in merito ai dubbi sollevati dalla famosa ordinanza del TAR Lombardia...

03 settembre 2008

Incontro

Confservizi, Federazioni e Associazioni regionali, in preparazione della ripresa del confronto con il Governo, si incontrano per discutere sulla riforma dei SPL e sulle proposte di politica industriale

Confservizi

Roma (Palazzo Cispel)

08 settembre 2008

Seminario

Il nuovo CCNL Federambiente

Confservizi Marche

Ancona (sede Regione Marche)

16 settembre 2008

Incontro

Meeting Confservizi - KFS Svezia

Confservizi

Roma (Palazzo Cispel)

26 settembre 2008

Seminario

Retribuzione variabile incentivante: non solo un impegno contrattuale

Confservizi - Federmanager

Firenze (Auditorium MPS)

Sexy komunism: vodka e belle donne

Bel libro! Scritto da Carlo Rossella, tra i migliori giornalisti italiani già direttore del TG1 e del TG5, il volume “Vodka. Superalcolici e ...


 

 

Servizi pubblici locali: una riforma che non convince

Con il decreto economico, giunge in porto anche una riforma dei servizi pubblici locali pasticciata e parziale.
I pasticci sono tutti nell’incoerenza di molte norme rispetto alle regole europee, che pure vengono evocate come punto di riferimento.
C’è una sorta di voglia di forzare tali regole che impedisce una visione equilibrata.
Infatti, a fronte del riconoscimento che l’aggiudicazione per gara di un servizio può valere sia per una qualsiasi azienda che risulta vincente, sia per una società mista il cui socio è selezionato attraverso un procedimento competitivo, sull’in house si prevede una griglia di giustificazioni e un arbitro, anzi due - l’autorità del settore è quella dell’Antitrust - che però non hanno un compiuto potere decisionale.
Un vero e proprio tentativo di ridurre l’area dell’in house, senza dirlo e senza dare piena legittimità al suo ricorso, come prevede la normativa europea.
Confservizi ha sempre sostenuto che la via maestra dovesse essere la selezione competitiva. Verso l’in house, invece, il vero disincentivo dovrebbe continuare ad essere il divieto di andare a gareggiare fuori casa.
Ma su questo vincolo si consuma un’altra contraddizione. Dice la riforma che quel disincentivo non vale per le aziende quotate. Sia chiaro, a noi sta bene che ne siano esentate, ma proprio per questo sarebbe più logico che si facesse meno demagogia sull’in house e si compromettesse di meno il ruolo di controllo delle Autorità. Non a caso il Presidente dell’Antitrust, Catricalà, ha scritto al Governo che, se deve fare anche questo mestiere di certificatore di deroghe, vuole una dotazione di risorse umane e finanziarie supplementari.
Una terza confusione è alimentata dalla ricerca di nette distinzioni tra proprietà delle reti e delle infrastrutture e gestione del servizio. Il settore del gas è quello più colpito, ma anche altri settori subiranno gravi conseguenze.
Innanzitutto, non si capisce se riguarda soltanto il futuro ma anche il presente e il passato. Se l’interpretazione fosse estensiva, chi avesse conferito le proprietà infrastrutturali a società di qualsiasi titolo, dovrebbe ricomprarsele. Un’ipotesi poco credibile, sia perché costosissima, sia perché l’Europa non ci chiede tanto. Confservizi ha sempre sostenuto di non intaccare le scelte fatte in passato e che per il futuro dovesse valere soltanto il “controllo pubblico” e cioè quote societarie in mano agli enti proprietari in misura tale da consentire agli stessi di esercitare un potere condizionante.
Infine, l’ingarbugliamento si acuisce sulle date. Mentre da una parte si afferma che gli affidamenti diretti devono esser messi a gara entro la fine del 2010, da un’altra parte del provvedimento si sancisce il principio di marca europea che la gara deve essere indetta al termine della concessione, in qualunque modo essa sia stata assegnata. Per di più, per il settore dell’acqua, c’è una scadenza perentoria, sempre fissata per il 2010. Confservizi ha sempre parteggiato per la scelta europea, per cui la scadenza del 2010 può valere soltanto per quegli affidamenti che sono assegnati senza stabilire un termine temporale.
Queste sono le più eclatanti contraddizioni che caratterizzano il provvedimento appena approvato.
Ancora una volta, la liberalizzazione viene ridotta alla questione “gara”; eppure si ha a disposizione l’esperienza del settore elettrico dove la liberalizzazione e cioè la possibilità per il cittadino di scegliere tra più gestori, è praticamente completa senza attendere o pretendere che la gestione del servizio fosse stata messa a gara.
Ancora una volta, gli interessi dei consumatori - sia imprese che famiglie - sono confusi con quelli che puntano alla privatizzazione delle aziende di servizi pubblici locali, specie se remunerative e ciò più per un’aprioristica opzione favorevole al privato piuttosto che al pubblico, che per una valutazione sul valore dell’impresa.
Ancora una volta, la regolazione del mercato è vista come questione scissa da qualsiasi logica di politica industriale; come non capire che nel settore dell’acqua e dei trasporti le dinamiche tariffarie e quelle degli investimenti sono componenti essenziali perchè le gare non vadano deserte?
Cercheremo di attenuare queste contraddizioni utilizzando i rinvii a futuri decreti attuativi che la legge prevede.
Ma resta tutto intatto il gap che si è creato tra produzione legislativa e vita reale delle attività di servizi pubblici locali, fatta di innovazione tecnologica e organizzativa delle aziende, di prassi delle governances tra controllante e controllato, di convivenza fruttuosa tra pubblico e privato.
Un divario che sembra insanabile, indipendentemente dagli schieramenti politici al potere. Eppure, basterebbe poco; basterebbe abbandonare la cultura dell’etero direzione e passare a quella della sussidiarietà.
Porterebbe con sé meno dirigismo velleitario e più concreto controllo, più sostegno all’evoluzione industriale delle attività e meno intralci alla buona gestione dei servizi.
Confservizi è consapevole che questo salto qualitativo verso la cultura della sussidiarietà è un compito anche suo e ad esso dedicherà un impegno ancora più intenso.

Raffaele Morese


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L’impegno internazionale di Confservizi


Il fenomeno planetario di continua urbanizzazione delle popolazioni (maggio 2007: oltre il 50% della popolazione mondiale vive nelle città) e la continua espansione degli investimenti che in ogni parte del mondo si realizzano per migliorare efficienza ed eco-sostenibilità dei servizi pubblici locali ha determinato un notevole incremento delle opportunità sul mercato internazionale dei servizi urbani.

A fronte di tale realtà, il tasso di internazionalizzazione delle local utilities italiane è attualmente molto limitato rispetto sia al potenziale, sia a quanto concretizzano i maggiori compertitors europei.
Tutte le grandi utilities continentali realizzano una parte consistente dei loro fatturati al di fuori del mercato domestico (Italia compresa), registrando nel 2007 rilevanti crescite di ricavi e conseguente valore di borsa, in alcuni casi anche a due cifre. Questi Gruppi operano sui mercati internazionali anche su settori in cui l’intervento pubblico copre una parte cospicua del valore della concessione (es. TPL), e ciò anche in Paesi in ritardo di sviluppo.
Per contro, le aziende del sistema Confservizi non considerano attualmente le attività all’estero una componente del business.

Accanto alla giusta finalità di business, Confservizi considera che l’azione del sistema confederale in ambito estero debba includere anche un sano "solidarismo internazionale", e ciò sia in senso sociale, per diminuire le forti disuguaglianze economiche e di condizioni di vita che contraddistinguono l’odierna comunità internazionale, sia per fornire un contributo operativo nelle situazioni di emergenza provocate dalle calamità naturali, in questo caso delegando la responsabilità organizzativa alle strutture regionali.


L’impegno di Confservizi per lo sviluppo della presenza del sistema associato in ambito internazionale è essenzialmente “fondativo”, in quanto intende contribuire a creare una “cultura” dell’agire sui mercati internazionali in maniera sistematica, organizzata e sinergica rispetto all’azione del governo italiano.


Attualmente l’azione confederale si sviluppa su tre assi principali:
1. assicurare la rappresentanza degli interessi delle local utilities in seno alle attività intergovernative delle Autorità italiane
2. promuovere l’integrazione delle iniziative del complesso del sistema confederale
3. facilitare specifiche opportunità di business sui mercati esteri


Le iniziative sin qui assunte hanno comportato spese non significative rispetto al volume di attività sviluppato, e ciò in quanto nella larga maggioranza dei casi si è attinto a risorse messe a disposizione dalle aziende interessate.
E’ evidente che questo modus operandi rappresenta un limite rispetto alle potenzialità che si prospettano.


1 Relazioni Istituzionali

Confservizi è oggi un soggetto coinvolto sui maggiori tavoli - sia in ambito nazionale sia internazionale - che il governo italiano attiva per sostenere l’internazionalizzazione dei sistemi produttivi nazionali.
Questa presenza, non sistematica nel passato, è oggi non solamente continua e proficua, ma anche basato su di una virtuosa reciproca sollecitazione.


1.1 La rappresentanza all’interno delle iniziative e dei tavoli di lavoro intergovernativi

Confservizi è parte attiva delle più importanti commissioni, task-force, comitati ed altri gruppi di lavoro istituzionali che il Ministero degli Esteri ed il Ministero dello Sviluppo Economico hanno attivato, ed è stata sollecitata a partecipare a missioni governative ai più alti livelli.
In particolare, solo per citare i più significativi, Confservizi partecipa ai lavori del Comitato Intergovernativo Italia-Cina, della Commissione Mista Italo-Cinese, del Tavolo Brasile, del Monitoring Committee for the economic cooperation tra Italia e Turchia, della Commissione Mista Italo-Algerina (di cui il Presidente Morese è stato nominato dal Governo Co-presidente del Tavolo di Lavoro su Ambiente, Risorse Idriche e Public Utilities), della Task Force Italo-Russa.

Nel corso del 2007 si è anche avviata una collaborazione strutturata in seno all’Iniziativa Centro Europea (InCE). L’InCE è composta da 17 paesi membri ed il suo principale obiettivo è quello di promuovere la cooperazione con i paesi dell'Europa centro orientale e meridionale. L'InCE realizza i suoi obiettivi attraverso fondi a cui contribuiscono gli Stati membri, e di cui l'Italia è principale donatore. l'InCE dispone di un segretariato progetti, il quale è parte integrante della BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo), che provvede ad erogare finanziamenti e doni per lo sviluppo dei territori e delle Municipalità. La collaborazione con il coordinamento italiano dell’InCE tende sia a realizzare progetti di cooperazione tecnica sostenuti dalla BERS, anche tramite il Trust Fund italiano, sia a disporre di un’informativa costante ed aggiornata sui programmi di investimento della BERS sui temi dello sviluppo dei servizi urbani nei paesi dell'Europa centro orientale e meridionale.
Nell’ottica di consolidare la collaborazione, un rappresentante di Confservizi è stato nominato dal Ministero degli Affari Esteri responsabile italiano del Focal Point "Clima ed Ambiente" dell’InCE, al fine di mettere a disposizione le competenze che il sistema dispone per la valutazione di progetti presentati dagli stati membri.


1.2 L’Accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Istituto per il Commercio Estero

E’ attualmente in fase di rinnovo un Accordo di Programma tra Confservizi, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) sulla base di un “Programma di promozione e assistenza ai processi di internazionalizzazione delle imprese di utilità pubblica locale annualità 2008/2009”, per un ammontare complessivo di € 480.000,00, cofinanziati al 50%.
Aspetto qualificante dell’Intesa, unitamente ad altre iniziativa, è l’attivazione di Antenne operative per il sistema delle imprese associate da costituire presso gli uffici ICE all’estero, sui quei mercati che in base alla posizione geo - economica rappresentano paesi focus per la proiezione internazionale delle local utilities italiane (Cina, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Bulgaria). La funzione dell’Antenna sarà quella di favorire le opportunità di business per le aziende italiane, in termini di sviluppo delle potenzialità di penetrazione e consolidamento sul mercato di riferimento.

Concluso il rinnovo dell’accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico e con l’ICE, si procederà a sottoscrivere accordi con la SIMEST (la finanziaria controllata dal Governo Italiano che sostiene gli investimenti all’estero delle imprese italiane) e la SACE (il Gruppo assicurativo pubblico che offre coperture su operazioni commerciali e finanziamenti assicurati in tutto il mondo).
La finalità è quella di promuovere la conoscenza di questi strumenti presso il sistema associato e di negoziare condizioni di favore.


2 Il supporto al sistema imprenditoriale associato su iniziative specifiche

Accanto ed in ragione dell’attività istituzionale descritta, dinanzi ad iniziative di rilievo la confederazione supporta specifiche operazioni imprenditoriali all’estero, operando per il sostegno delle istituzioni italiane ed il coinvolgimento di partner finanziari ed industriali nazionali ed esteri.
Confservizi incentiva le iniziative di internazionalizzazione avviate da raggruppamenti di imprese.

Nel 2007 sono state condotte attività relativamente a numerosi paesi, con maggior rilievo in Brasile, Emirati Arabi Uniti (UAE), Bulgaria, Turchia, Cina.
Per quanto concerne in particolare la Cina, esiste il progetto per la costruzione ex novo una “eco-city” per 500.000 abitanti che dovrà rispettare rigorosi standard di sostenibilità ambientale, a partire dall’impiego delle tecnologie più avanzate in tema di risparmio di territorio e materiali di costruzione, risorse idriche ed energetiche, di impiego massiccio del trasporto pubblico. Il progetto è inserito in un Memorandum predisposto e sottoscritto dai Ministri degli Esteri italiano e cinese nei giorni scorsi, e sarà oggetto di un prossimo accordo di dettaglio tra i due Governi. A tale realizzazione, il cui valore complessivo non sarà inferiore ai 5 miliardi di dollari, il Governo italiano chiederà l’impegno delle maggiori imprese del Paese, comprese le nostre.



3 La governance delle politiche internazionali

Tale azione di sostegno all’internazionalizzazione è in grado di conseguire i suoi obiettivi a condizione che :
§ si strutturi un Presidio Nazionale confederale coordinato da Confservizi e formato da delegati identificati delle Federazioni e dalle Associazioni Regionali più attive sui temi internazionali. Tale task force avrà il compito di progettare le attività culturali e operative e condividere le informazioni derivanti anche dalle iniziative delle singole federazioni;
§ si individui un meccanismo di consultazione delle maggiori aziende associate che intendono realizzare attività internazionali, in maniera da realizzare iniziative che convergano sugli interessi degli associati.


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Servizi pubblici: al via la revisione del modello contrattuale

Si è aperto nel mese di luglio a Roma il tavolo di confronto tra Confservizi e Cgil, Cisl, Uil per la revisione del modello contrattuale nei servizi pubblici. Dopo il tavolo in Confindustria, il nostro è tra i primi settori ad affrontare la verifica del sistema di contrattazione e in questa sede potranno essere fatte valere le specificità dei servizi pubblici locali.

Al confronto Confservizi propone un sistema di relazioni industriali finalizzato alla efficienza dei servizi per lo sviluppo del Paese. Con questo presupposto è stata data disponibilità a revisionare l’assetto contrattuale impostato nel 1992, a definire le caratteristiche della contrattazione decentrata, a parlare di democrazia rappresentativa e di democrazia economica. Tutto questo senza dimenticare il rafforzamento della competitività delle aziende di SPL attraverso la soluzione di alcune questioni ancora irrisolte o emergenti come il differenziale del costo del lavoro per gli iscritti Inpdap, il rafforzamento di ammortizzatori sociali, la riconferma della natura privatistica del rapporto di lavoro (e quindi l’opposizione ad ogni tentativo di “pubblicizzazione” di esso per le società a totale o parziale capitale pubblico), la condivisione di un sistema legislativo regolatorio dell’attività delle aziende che sia stabile nel tempo e coerente con la normativa europea.


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Calendario Camera e Senato


La camera, dopo le modifiche del senato, si accinge a licenziare
definitivamente la conversione del decreto legge n. 112/2008 relativo
alla manovra economica e che comprende la riforma dei servizi pubblici
locali.

La commissione VIII della camera prosegue l'esame del ddl relativo al
governo del territorio

L'assemblea del Senato, ha approvato lo scorso 30 luglio il disegno di
legge di legge di conversione del decreto in materia fiscale.


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Distribuzione gas: arriva la tanto attesa pronuncia della la Corte di Giustizia UE

Lo scorso 17 luglio, la Corte di Giustizia UE si è definitivamente pronunciata in merito ai dubbi sollevati dalla famosa ordinanza del TAR Lombardia del 4/8/06 n. 964, relativi alla compatibilità della proroga generalizzata al 31.12.2007 (e ad alcune condizioni al 31.12.2009) delle concessioni per il servizio distribuzione gas - stabilita dall’art. 23 del d.l. 273/2005, c.d. Milleproroghe - con l’obbligo di liberalizzazione del gas naturale entro il termine del 1 luglio 2007, imposto dalla direttiva 2003/55, e con le norme del Trattato CE.

Il supremo organo comunitario nella sentenza del 17/7/2008, n. C-347/06, ha ritenuto che dalla direttiva menzionata, che fa riferimento esclusivamente alla fornitura del gas naturale e non alla sua distribuzione, non emergerebbe alcun obbligo in capo agli Stati membri di porre fine ai contratti di distribuzione attribuiti in assenza di procedura di gara.

Tuttavia, in presenza di una concessione di servizio pubblico, è necessario accertare, come più volte chiarito dalla giurisprudenza comunitaria, il rispetto delle regole fondamentali del Trattato CE in generale, e il principio di non discriminazione sulla base della nazionalità in particolare. Infatti, continua la Corte, nell’ipotesi in cui la concessione presenti un interesse transfrontaliero certo, non escluso nel caso concreto, una normativa quale quella dettata dal Milleproroghe, comportando il rinvio dell’assegnazione mediante procedura ad evidenza pubblica, costituisce, almeno durante il periodo del suddetto rinvio, una disparità di trattamento a danno delle imprese aventi sede in uno Stato membro diverso da quello dell’amministrazione aggiudicatrice potenzialmente interessate a tale concessione.

Tale situazione può però essere giustificata da circostanze oggettive, quali la necessità di rispettare il principio della certezza del diritto.

In considerazione degli elementi desumibili dagli atti di causa, tra gli altri l’anno di attribuzione della concessione, il principio della certezza del diritto non soltanto consente, ma altresì esige che la risoluzione di siffatta concessione sia corredata di un periodo transitorio che permetta alle parti di sciogliere i rispettivi rapporti contrattuali a condizioni accettabili sia dal punto di vista delle esigenze del servizio pubblico, sia dal punto di vista economico.


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“La raccolta differenziata nelle gestioni industriali dei rifiuti”: alla Camera di Commercio
di Napoli, il confronto tra le diverse esperienze nazionali nella gestione
del ciclo integrato dei rifiuti.

Si è tenuto, presso la Sala del Parlamentino della Camera di Commercio di Napoli, il convegno organizzato da Confservizi Campania, Federambiente e Asia sul tema “La raccolta differenziata nelle gestioni industriali dei rifiuti”.
Un momento di confronto importante sul delicato tema dei rifiuti, che ha messo di fronte le diverse esperienze realizzate da alcune delle Aziende associate.
L’obiettivo: affrontare, in maniera scientifica ed approfondita, le problematiche legate alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti e, in particolare, quelle relative alla raccolta differenziata, in un momento storico in cui l’attenzione sul tema è ai più alti livelli.
L’incontro, cui hanno partecipato i massimi esperti nazionali del settore, ha rappresentato un’opportunità unica per diffondere la conoscenza circa i comportamenti virtuosi tenuti dalle imprese pubbliche associate a Federambiente nella gestione industriale dei rifiuti.
E, cosa ancor più importante, ha consentito di approfondire il sapere sulle metodologie in atto, sulle difficoltà superate, sui riscontri ottenuti in un settore che, come è appunto quello della raccolta, del riciclaggio e, più in generale, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, presenta grandi opportunità e fornisce importanti sollecitazioni per una consapevole tutela dell’ambiente e per una responsabile gestione dei singoli territori.
Tutti i partecipanti hanno sottolineato l’importanza di un momento di confronto tra le diverse Aziende che si occupano della gestione dei rifiuti come opportunità di crescita reciproca.


Comunicato stampa del 28 luglio 2008

Dichiarazione del Presidente Raffaele Morese: No a una riforma causa di tante cause

“Il testo sulla riforma dei servizi pubblici locali che da oggi è in discussione al Senato è certamente migliorato rispetto alla prima stesura della Commissione Bilancio della Camera” - ha dichiarato il Presidente di Confservizi, Raffaele Morese.
“Ma restano ancora contraddizioni e limiti circa il pieno rispetto delle normative europee, i termini di scadenza entro cui effettuare le gare con un incomprensibile accanimento nei confronti del settore dell’acqua, le condizioni per considerare pubbliche le reti anche se nel corso di questi anni sono state acquisite da aziende private o pubbliche. In assenza di modifiche significative, Confservizi resta convinta che soltanto un percorso parlamentare più approfondito può evitare che la riforma sia “causa” di tante cause giudiziarie a livello europeo e nazionale. Meglio lo stralcio - ha concluso Morese - che una frettolosa soluzione.”


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Sexy komunism: vodka e belle donne

Bel libro! Scritto da Carlo Rossella, tra i migliori giornalisti italiani già direttore del TG1 e del TG5, il volume “Vodka. Superalcolici e socialismo reale”, pubblicato da Mondadori, si presenta come una raccolta di storie di spionaggio, passione e avventura ad alto tasso alcolico.
“Questi dieci racconti, immersi nella vodka e nei sentimenti, sono storie vere, false, verosimili. Vicende vissute da me o da altri in posti dove accadevano cose che, normalmente, non succedevano altrove”.
Rossella ci offre uno spaccato dell’Urss dei tempi, grigi, di Leonid Ili’c Breznev. Un tempo tetro e opprimente, come i “sovietologi” di allora descrivevano il regime, ma…”c’era anche un’altra vita. E che vita! Bastava avere la fortuna di scoprirla”.
L’autore, infatti, ha visitato quel mondo dell’Est come inviato di “Panorama”.
Ed ecco che emergono i protagonisti, che ci offrono tipologie umane caratteristiche di quell’epoca, uomini e donne che vivevano di sogni, personali e sociali, con un compagno terribile e “diabolico”: la vodka.
La vodka, com’è sempre avvenuto nella storia russa fin dai tempi di San Vladimir, era “l’estasi mistica, l’ottenebramento, la confusione, il delirio. Insomma, un lubrificante indispensabile del vivere” . E si beveva per dimenticare la noia, scaldarsi nei gelidi inverni, evadere, così, dalle angustie quotidiane. Insomma un vero narcotico di massa per “curare” le malinconie, a dir poco, dell’anima sovietica (si conta che tra il 1960 e il 1981 vi siano stati , in Urss, ben 25 milioni di morti per abuso di alcol).
Ma la vodka, nel libro, è anche compagna di segrete passioni.
Come l’episodio, tra i più riusciti del libro, che vede protagonisti due personaggi diversissimi tra loro per età e status sociale: Olga e Oleg. La prima è figlia diciassettenne di un giornalista americano. Il secondo è un diplomatico russo sessantenne. Olga, splendida ragazza, s’innamora del diplomatico. Ubriaca di vodka lo seduce, lo porta in un turbine lussurioso. Il diplomatico resiste finché può ma quando questa sensualissima “venere” si sdraia nuda sul divano (“Era la donna più bella che avesse conosciuto, ma anche per lui, la più pericolosa. Nella vita aveva rischiato poche volte, e solo per il partito, lo Stato, il Kgb. Mai per sé, per il suo piacere personale”) vacilla anzi sta per cedere, ma ci penserà la vodka a salvarlo da un possibile scandalo.
Insomma il libro tratteggia, con lievità, la storia, con l’ottica delle vicende personali (spesso piccanti), di quegli anni del grigiore brezneviano. E qualche volta la “piccola” storia incrocia la grande storia.
Dopo la caduta del Muro, del passato niente è rimasto in piedi. Solo la vodka ha resistito, trionfando su tutto e su tutti….Za Zdorov’e!!!

Carlo Rossella, Vodka. Superalcolici e socialismo reale, Ed. Mondadori, Milano 2008, pagg. 96. € 13,00.,00.


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